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2 marzo 2025
Alta Irpinia
Trekking Pompiliano a Montecalvo Irpino (623 m)
intersezionale con la sezione CAI di Avellino
Direttori
Anna Mazzeo (BN) – 349.4292998
Gaetano Caccese (AV) – 368.7632281
Tipologia di percorso
Anello
Difficoltà
E (Escursionistica)
Dislivello
circa 300 m
Durata
4:00 ore (incluse le soste)
Lunghezza
circa 8 km
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Appuntamenti
ore 08.00
Appuntamento in via Gabriele D’Annunzio (coordinate GPS: N 41.128128, E 14.793585) e partenza con auto proprie alla volta di Montecalvo Irpino (AV) – Km 32 – circa 45 minuti.
ore 09.00
Raduno dei partecipanti a Montecalvo Irpino presso Ospitale di Santa Caterina (coordinate GPS: N 41.193286 E 15.032855 – posizione GoogleMaps) ed inizio escursione.
ore 13.00
Orario presunto di rientro in paese, visita del centro storico e pranzo a sacco presso locali messi a disposizione dal comune.
ore 15.00
Per chi vuole trattenersi anche nel pomeriggio, partecipazione alla sfilata dei carri di Carnevale, curata dalla Parrocchia San Pompilio Maria Pirrotti e dal Comune.
Itinerario
Montecalvo Irpino (623 m.) – Ospitale di Santa Caterina -Grotta dei Briganti – Occhio del Diavolo – Ripa della Conca – Fontana dell’Abbondanza – Ruderi Chiesa della Madonna dell’Abbondanza – Cimitero – Montecalvo Irpino.
Equipaggiamento
Equipaggiamento minimo indispensabile: Abbigliamento da trekking a strati adeguato alla stagione e alle previsioni meteorologiche, scarponi da trekking (il percorso si svolge su terreno scosceso, a tratti sdrucciolevole per cui si consigliano anche i bastoncini da trekking), zaino.
Cosa portare nello zaino: Giacca antivento e antipioggia, micropile, guanti e cappello in pile, snack o frutta secca, almeno 1 litro d’acqua, ricambio per fine escursione in caso di eccessivo sudore, essendo il percorso a bassa quota, ricambio di scarpe per possibili tratti fangosi.
Partecipazione
L’escursione è aperta sia ai soci CAI che ai simpatizzanti muniti dell’idonea attrezzatura, previa sottoscrizione dell’assicurazione giornaliera obbligatoria (costo 8,40 euro). L’escursione è adatta a escursionisti in buona forma fisica, con esperienza e adeguato allenamento. Sconsigliato a chi soffre di vertigini.
Per partecipare è obbligatorio prenotarsi entro venerdì 28 febbraio, contattando il direttore d’escursione.
La partecipazione all’escursione implica la conoscenza integrale e l’accettazione incondizionata del programma dell’attività, come presentato nella scheda di escursione, e delle norme del “Regolamento di partecipazione alle attività Sociali” del C.A.I. di Benevento, disponibile all’indirizzo https://bit.ly/3wq5Ilo.
Avvertenze
a) I Direttori di escursione si riservano di modificare in tutto o in parte l’itinerario in caso di necessità.
b) I Direttori per la loro responsabilità si riservano di escludere dall’escursione i partecipanti non adeguatamente attrezzati e allenati.
Per info e adesioni contattare
Anna Mazzeo (349.4292998)
Descrizione del percorso
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Il trekking Pompiliano segue il percorso che San Pompilio faceva quando, partendo dal centro storico di Montecalvo Irpino, si dirigeva verso la chiesa della Madonna dell!Abbondanza, situata nelle terre di sua proprietà. È un itinerario suggestivo e affascinante in cui si toccano i calanchi con mano, ci si inoltra lungo un crinale di arenaria, dove è possibile osservare i resti di fossili di conchiglie di ogni ordine e grandezza. Al rientro nel paese di Montecalvo Irpino si può osservare un bel murales che racconta la storia del territorio, visitare la Chiesa Madre di Santa Maria e altri luoghi di interesse storico e paesaggistico.
Il percorso si snoda quasi completamente in ambiente boschivo. Si parte dal paese di Montecalvo Irpino, e precisamente dall’’Ospitale di Santa Caterina, da dove si imbocca una stradina in cemento in discesa e, appena dopo, un sentierino stretto e scosceso nel bosco, con qualche breve tratto attrezzato con fune.
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Attraverso l’alternarsi di brevi tratti in salita e altri in discesa si arriva alla Grotta dei Briganti (detta più popolarmente grotta dei cacagli(balbuzienti) e, poi, al torrente Miscanello.
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Attraverso un ponticello di legno, costruito anni fa da Gaetano Caccese e Antonio Bufano, si giunge al cospetto di una cavità chiamata “l’Occhio del Diavolo”, sulla cima di un costone da cui fuoriesce acqua ferruginosa di colore rossastro, e dove si racconta che si riunissero le Ianare o streghe.
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Qui è altresì possibile notare fusti di alberi secolari così alti che la vista verso l’alto si perde tra le loro cime. Fin qui avremo percorso circa 2 km; da qui in poi il percorso diventa più agevole e, costeggiando “Macchia Cavalletti”, attraversa prima “Ripa della Conca”, da dove si può ammirare Montecalvo Irpino visto dal disotto, e poi il Vallone dell’Abbondanza. Mediante tratti pianeggianti e altri in salita non eccessivamente ripida, si giunge, infine, alla Fontana dell’Abbondanza, la cui acqua è ritenuta “Santa”, e, subito dopo, ai ruderi della Chiesa dell’Abbondanza, attualmente utilizzati come deposito agricolo privato. Da qui, dopo una breve pausa ristoratrice, comincia il percorso di rientro in paese. Si percorre prima un tratto di strada asfaltata, poi si imbocca un sentiero denominato “Passeggiata della Salute”, che conduce prima al Cimitero e, subito dopo, in paese.
Al rientro in paese, potremo osservare un bel murales che racconta la storia del territorio, visitare la Chiesa Madre di Santa Maria e altri luoghi di interesse storico e paesaggistico, guidati da guide locali messe a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Montecalvo Irpino. Potremo, inoltre consumare la nostra colazione a sacco in un locale al coperto grazie all’interessamento dell’Amministrazione Comunale e, poi, ammirare la locale sfilata di Carnevale.
Altre informazioni e curiosità
Il raduno delle Janare nell’occhio del Diavolo, tra i calanchi di Montecalvo Irpino
A pochi passi dalle Bolle della Malvizza c’è una contrada dal nome un po’ astruso: Ripa della Conca, dove ripa, in questo caso e nel rispetto del dialetto irpino, sta per dirupato, scosceso. Ci troviamo in un territorio geomorfologico particolare affascinante fatto di terre argillose e burroni spettacolari scavati dalle acque. Ecco i calanchi. Segni di una terra smottata, marginale, scoscesa, e per questo poco vocata all’agricoltura. In uno scenario così tetro, a tratti inquietante, per certi versi ostile, tanto da meritarsi la definizione di badlands, sorge l’Occhio del Diavolo. “Accuntàvun ‘a ttiémp’ antichi li viécchji di lu paese, ca li ghjanari, cu la luna chjéna, ss’accugliévunu andó stéva l’Uócchji di lu diàvulu” narrano le leggende che fanno cenno all’Occhio del Diavolo, una piccola cascata ubicata proprio in Ripa della Conca. In quella zona è presente un piccolo deposito naturale di acqua ferruginosa, un pantano rosso, che fino ad un secolo faceva girare le pale di un mulino. Ed è qui, secondo la tradizione, che si davano convegno le giovani e provocanti janare che, nelle notti di plenilunio, si accompagnavano ai lupi mannari ed invocavano demoni mostruosi, talora utilizzati per compiere voli fino a Benevento, per radunarsi intorno al “noce” da tutta l’Irpinia, dall’Abruzzo e dal Molise. Dall’Occhio del Diavolo, le janare partivano per le loro scorrerie, legare in trecce impossibili da sciogliere le chiome dei cavalli, prima di dileguarsi con l’arrivo del sole.
Montecalvo Irpino è un paese di 3.475 qbitanti che sorge nell’area della Valle del Cervaro-Miscano. I comuni confinanti sono: Apice, Ariano Irpino, Buonalbergo, Casalbore, Castelfranco in Miscano e Ginestra degli Schiavoni. L’etimologia del nome sembrerebbe provenire per alcuni dal latino mons calvus, ossia “monte roccioso, privo di alberi”; secondo altri invece da mons galbus, ossia “monte giallo” per il colore del tufo o dei fiori di ginestra presenti in zona.
Diversi rinvenimenti archeologici e l’intero borgo di Trappeto fanno presupporre che i primi insediamenti nel territorio di Montecalvo Irpino sorsero probabilmente nel Neolitico, se non addirittura nel Paleolitico Superiore.
Le prime notizie storiche del paese, però, si trovano in documenti del Mille ed è noto che a partire dalla fine del 1300 Montecalvo Irpino seguì le vicende dalla vicina contea di Ariano Irpino. Il terremoto del 1456 danneggiò profondamente le abitazioni del paese e, successivamente, si ebbe un’espansione urbana fuori dalle mura ormai distrutte.
Montecalvo è l’odore buono del pane caldo, appena sfornato, fragranza che ferma il tempo e che accarezza quanti vogliono perdersi nella sua terra.